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La deducibilità degli interessi passivi

LA DEDUCIBILITA’ DEGLI INTERESSI PASSIVI
Legge 244 del 24.12.2007 (Finanziaria 2008)

Fonte: prof. Marco Fava

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Art. 96 D.P.R. 22.12.1986, n. 917
Art. 1, cc. 33-34 L. 24.12.2007, n. 244

La finanziaria 2008 prevede un nuovo criterio di deducibilità degli interessi passivi per le società di capitali

Premessa

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INTERESSI PASSIVI – INTERESSI ATTIVI

La prima operazione che dobbiamo fare e la seguente :
INTERESSI PASSIVI – INTERESSI ATTIVI

Se gli INTERESSI PASSIVI sono inferiori agli INTERESSI ATTIVI, i nostri calcoli finiscono qui e gli INTERESSI PASSIVI saranno COMPLETAMENTE DEDUCIBILI.

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Ma se gli INTERESSI PASSIVI sono maggiori degli INTERESSI ATTIVI dovremo comportarci come segue:

1ª operazione
DETERMINAZIONE DEL R.I.P.
(Residuo Interessi Passivi)

L’eccedenza degli INTERESSI PASSIVI rispetto agli INTERESSI ATTIVI la chiameremo per semplicità R.I.P. cioè RESIDUO INTERESSI PASSIVI

Esempio calcolo R.I.P.

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2 ª operazione
CONFRONTARE IL R.I.P. CON IL 30% DEL R.O.L. (Reddito Operativo Lordo)

Devo mettere a confronto il Residuo Interessi Passivi con il 30% del Reddito Operativo Lordo .
Si possono avere due casi:

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Riepilogando, avremo che gli Interessi Passivi Indeducibili saranno determinati in base al seguente calcolo:

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Facciamo un piccolo esempio per comprendere meglio.

Supponiamo di avere la seguente situazione:

Interessi4.jpg

Andiamo ora a verificare la deducibilità degli interessi passivi.

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C’è da dire che solo per gli anni 2008 e 2009 il legislatore ha voluto essere clemente ed ha introdotto una franchigia rispettivamente:
1) per il 2008 di 10.000 euro
2) per il 2009 di 5.000 euro
3)
Rifacciamo un piccolo esempio riferito all’anno 2008:

Interessi6.jpg

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Detta così sembra abbastanza semplice.
Tuttavia alcuni concetti devono essere chiariti :
Che cosa si intende esattamente per REDDITO OPERATIVO LORDO?
Quali sono gli elementi da includere nella voce “INTERESSI PASSIVI”?

Il reddito operativo lordo (ROL)

è pari alla SOMMA fra:
LA DIFFERENZA FRA VALORE E COSTI DELLA PRODUZIONE (A – B civilistico)
+ GLI AMMORTAMENTI delle immobilizzazioni materiali e immateriali (voci 10.a e 10.b)
+ I CANONI DI LEASING,
pertanto, non considera costi e ricavi che possono influenzare gli andamenti gestionali, con distorsioni talora anche rilevanti, derivanti dalle politiche di ammortamento

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Alla differenza tra valore e costi della produzione, così come risulta dal conto economico,
si aggiungono gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali (voci 10.a e 10.b)
e i canoni di locazione finanziaria di beni strumentali, ricompresi nella voce 8 tra i costi della produzione, ottenendo ciò che la legge definisce “risultato operativo lordo”.

Il 30% di questo aggregato costituisce il valore limite entro cui gli oneri finanziari saranno ammessi in deduzione dal 2008.

Bene, assodato che cosa si intende per Reddito Operativo Lordo, vorrei sapere quali voci devo assumere per determinare esattamente gli Interessi Passivi e Attivi.

Assumono rilevanza ai fini del calcolo, gli interessi (attivi e passivi) e gli oneri e proventi assimilati derivanti:

Per quanto riguarda gli interessi impliciti su debiti e/o crediti di natura commerciale:
• sono esclusi quelli su debiti
• sono inclusi quelli su crediti.

Non vanno considerati nel conteggio, restando deducibili secondo regole ordinarie
gli oneri finanziari compresi nel costo dei beni secondo l’art.110, lettera b), del Tuir
e dunque gli interessi capitalizzati su cespiti.

Resta ferma l’applicazione prioritaria delle seguenti regole di indeducibilità assoluta:

• interessi passivi (di funzionamento) relativi agli immobili-patrimonio che non costituiscono beni strumentali né beni merce (diversi dagli interessi passivi relativi a finanziamenti contratti per l’acquisto di immobili patrimonio).
• interessi passivi derivanti da operazioni con società controllate e controllanti non residenti in Italia.
• interessi passivi da operazioni effettuate con società residenti in paesi a fiscalità privilegiata.
• interessi su prestiti dei soci delle società cooperative.
• interessi su titoli obbligazionari “elusivi”.

Riepilogando:

Se gli interessi passivi dedotti attivi superano la soglia del 30% del ROL, l’eccedenza viene ripresa a tassazione con effetti anche pesanti sulle società indebitate, che subiranno, nonostante il calo dell’aliquota, un incremento del carico fiscale rispetto alle regole attuali.

Gli interessi passivi indeducibili in un determinato periodo d’imposta, sono dedotti dal reddito dei successivi periodi d’imposta, se e nei limiti in cui in tali periodi l’importo degli interessi passivi, eccedenti gli interessi attivi e i proventi, assimilati sia inferiore al 30% del risultato operativo lordo di competenza.

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In questo caso potrò dedurre dal reddito dell’anno N+1 l’importo di 2000 a titolo di interessi passivi non dedotti nell’anno N.

Il riporto in avanti della quota del ROL non utilizzata è però possibile solo a partire da quella prodotta dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 (e cioè dal 2010).

Ne deriva che la stessa potrà pertanto essere utilizzata a partire dai successivi periodi d’imposta (e dunque, non prima del 2011).

Il ROL delle società partecipanti al consolidato fiscale nazionale

L’ art. 96, comma 7, prevede un particolare modo di utilizzo del ROL eccedente tra società partecipanti al consolidato fiscale nazionale.

Infatti, in tale caso, gli interessi passivi eccedenti il 30% del ROL di una società sono portati in diminuzione dal reddito complessivo imponibile di gruppo se altre società partecipanti al consolidato presentano, per lo stesso periodo d’imposta, un ROL capiente non integralmente sfruttato per la deduzione

Il ROL delle società estere

Il comma 8 dell’art. 96 ha previsto un’ulteriore modalità di utilizzo del ROL di società estere che potrebbero virtualmente partecipare al consolidato fiscale nazionale purché in possesso dei requisiti e delle condizioni previste da:
 art. 117, comma 1, del Tuir (società di capitali);
 art. 120 del Tuir (presenza del controllo in percentuale demoltiplicata superiore al 50% e fin dall’inizio del periodo d’imposta);
 art. 132, comma 2, lettere b) e c) (identità di esercizio sociale e revisione del bilancio).

La norma in commento consente di considerare le predette società estere come soggetti virtualmente partecipanti al consolidato fiscale nazionale, per le sole finalità dell’applicazione del (nuovo) art. 96, comma 7, del Tuir.

I dati relativi agli interessi passivi ed al ROL della società estera dovranno essere indicati nella dichiarazione dei redditi del consolidato.

A seguito della nuova disposizione può essere opportuno riepilogare alcuni aspetti operativi di interesse per le imprese ed in particolare per i gruppi di imprese:

1) è necessaria una pianificazione fiscale del corretto livello di indebitamento, a regime, su più anni in relazione al ROL su ogni singola società, eventualmente valutando (anche alla luce di ulteriori fattori giuridico-economico-fiscali) la trasformazione regressiva in società di persone;

2) bisogna prestare attenzione alle acquisizioni di partecipazioni, aziende oppure agli investimenti in beni strumentali a debito;

3) ove possibile, può essere opportuno valutare la capitalizzazione degli oneri finanziari;

4) l’impiego dello strumento del consolidato fiscale nazionale (holding + controllate, anche estere) diventa rilevante per utilizzare il “ROL” di altre imprese del Gruppo;

5) determinazione del valore dell’asset ROL (e relativo trattamento fiscale) per le imprese che, nel consolidato fiscale, possono cederlo ad altre società del gruppo;

6) modifica degli accordi di consolidamento esistenti al fine di prevedere le modalità di trasferimento del ROL delle società italiane;

7) effetto finanziario di maggiori imposte pagate negli anni con ROL non capiente, anche in presenza di consolidato fiscale nazionale;

8) iscrizione delle imposte anticipate, senza quindi effetti negativi sull’utile netto, in quei casi in cui il piano industriale o di investimento preveda un ROL crescente negli anni in misura tale che il 30% del ROL potrà essere capiente per recuperare gli oneri finanziari dell’anno stesso e anche quelli non dedotti negli anni precedenti;

9) deducibilità parziale, ai fini Ires, degli interessi impliciti sui canoni di locazione finanziaria;

10) non applicazione della norma ai canoni di noleggio (auto, computer).

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