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Donne nel mondo del lavoro

Ho letto recentemente un libro scritto da

Gail Evans

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, dal titolo “

Play like a Man, Win like a Woman

” (disponibile solo in lingua inglese edito da Broadway books) che credo abbia diversi spunti interessanti per le donne che si interrogano sul loro lavoro e che avrebbero voglia di avere maggiori riconoscimenti e soddisfazioni di tipo professionale.

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Gail Evans è vice presidente esecutivo del gruppo CNN

, vive e lavora negli Stati Uniti, ed ha sintetizzato in questo libro anni di apprendimenti fatti in prima persona o incontrando ed osservando numerose donne nel mondo degli affari.

Riprendo, e condivido, l’auspicio dell’autrice che ci sia sempre meno bisogno, in futuro, di libri come questi perché

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ogni donna avrà capito come ottenere la propria soddisfazione professionale

e non sarà necessario scrivere consigli su cosa e come fare per lavorare con successo ottenendo ruoli, riconoscimenti ed anche una remunerazione finalmente in linea con quella maschile.

Fortunatamente diversi trend segnano dei progressi e dei miglioramenti per le donne al lavoro e sarebbe sempre bene evitare troppe generalizzazioni o cadere in stereotipi di genere, ma penso che sia ancora opportuno fornire qualche consiglio, o provocazione, alle donne lasciando ad ognuna di noi il compito di selezionare solo quello che ci sembra più utile e stimolante in funzione di ogni individuale, ed originale, storia personale e lavorativa.

Gli americani sono particolarmente bravi sia nelle provocazioni che nelle semplificazioni, questo libro contiene soprattutto molte provocazioni che, pur potendo suscitare qualche istintiva e femminile “alzata di sopracciglio”,

contengono alcuni pezzi di verità con cui sarebbe meglio imparare a fare i conti se davvero si desidera ottenere soddisfazioni nel proprio lavoro

.

La prima provocazione è contenuta già nel titolo del libro e nella traduzione che possiamo darne in italiano.

Gail Evans usa il verbo “to play” che significa giocare, ma anche divertirsi

e poi il verbo “to win” che significa vincere, essere superiore. Entrambi sono verbi che molte donne fanno ancora fatica ad associare al lavoro ed alla carriera in parte per un eccesso di serietà ed in parte per un eccesso di umiltà.

La seconda provocazione è nell’assunto generale del libro: 

il mondo del business e del lavoro è ancora ampiamente dominato da regole fatte da maschi e questo è un dato di realtà, che ci piaccia o meno, con cui fare i conti. 

Il consiglio di Evans è di

imparare a riconoscere queste regole “maschili”

e, invece di investire tempo nel giudicarle,

dovremmo forse decidere quali seguire e quali trasgredire consapevolmente,

accettando, ovviamente anche tutte le possibili conseguenze di questa trasgressione.

La terza provocazione è molto cara a noi di Working room ed ha a che fare con il tema dell’amare il proprio lavoro. Secondo la Evans amare il proprio lavoro è al tempo stesso una sorta di condizione preliminare e di risultato finale per poter dire di aver ottenuto il proprio personale successo nel lavoro.

Amare il proprio lavoro potenzia motivazione e resilienza, rende più brillanti, creativi e visionari, aumenta le probabilità di fare una buona carriera.

La Evans dice “non conosco nessuno che ama davvero il suo lavoro e che si trova in una situazione di svalutazione lavorativa”.

D’altra parte, pur essendo il verbo amare molto caro alle donne, è ancora vero che molte donne tendono a riferirlo più agli altri (principalmente della sfera familiare e personale) che non a se stesse, soprattutto rispetto al lavoro. Fare un lavoro da amare non sembra ancora una priorità o una possibilità.

Partendo da queste provocazioni la Evans introduce quattro regole base che per lei potrebbero rappresentare la cornice del campo di gioco e fornisce poi alcuni consigli pratici, probabilmente semplici, ma solo in apparenza. Sono certa che le regole base non piaceranno tanto alle donne e proseguono sicuramente nel solco delle provocazioni iniziali, ma penso anche che contengano alcune verità e mettano in luce anche diverse “abitudini” femminili che forse sarebbe meglio abbandonare.

1. Sei chi ti dici di essere

Se ti senti una vittima del sistema, sarai una vittima e verrai vista come tale. E’ molto difficile che una vittima faccia carriera!

2. Non aspettarti di vincere ogni volta un grande premio

Molte donne, in cuor loro, si aspettano che il lavoro dia un grande senso di soddisfazione ed appagamento, che le faccia sentire apprezzate e riconosciute nella loro interezza e questo è anche più importante dei soldi o del prestigio di un ruolo. Molti uomini non si aspettano un simile appagamento, non pensano che il lavoro sia il premio della vita!

3. Il lavoro non è un’associazione benefica

Le donne danno una grande importanza alle relazioni anche nel lavoro e questo può essere un punto di forza, ma

è meglio fare attenzione al rischio di prendere tutto troppo sul personale

, di

evitare le situazioni di conflitto

in nome delle buone relazioni, di perdere il senso della “giusta distanza” rispetto alle persone con cui si lavora sacrificando i risultati in nome del buon clima!

4. Sarai sempre vista come una moglie, una sorella, una figlia, un’amante

Gli uomini, anche al lavoro, tendono ad associare alle donne con cui collaborano uno di questi ruoli, meglio esserne consapevoli in parte per prendere le adeguate contromisure, in parte per non farne una tragedia! 

Per imparare a “giocare” in questo “terreno di gioco” potrebbe essere molto utile adottare uno o più dei seguenti consigli: pratici, diretti e semplici anche se molti rappresentano una forzatura rispetto alle naturali attitudini e comportamenti femminili.

5. Chiedi

Le donne tendono a fare poche richieste e spesso chiedono solo se sono sicure di ottenere un SI come risposta, anche perché vivono il NO come una risposta assoluta e che sottolinea anche come “inappropriata” la richiesta. Gli uomini chiedono con maggiore frequenza e tendono a considerare il NO come una risposta relativa, una sorta di “forse, più tardi, mai dire mai…”.

6. Fai sentire la tua voce

Se non parli nessuno saprà che ci sei! Parla 

anche se il tuo “critico interiore” ti spaventa 

dicendo che forse non stai per dire qualcosa di interessante o sensato, se non lo farai non lo saprai mai davvero e ti farai bloccare dalle tue paure e fantasie!

Di quello che pensi: Segui la tua intuizione, che è molto più spiccata nelle donne, e non avere paura di esprimere le tue idee, proposte, valutazioni!

7. Valorizzati

Molte donne tendono a pensare che basta lavorare bene, con dedizione, impegno, serietà, affidabilità per essere notate, apprezzate, riconosciute! Purtroppo non è così, ci vuole una vera e propria strategia di 

valorizzazione

!

8. Non aspettare di farti degli amici:

Molte donne danno una tale importanza alle relazioni che rischiano di lavorare solo con persone con cui hanno una buona relazione, quasi di amicizia, perdendo una grande opportunità di stare in relazione anche con persone molto diverse, che magari non piacciono, ma che potrebbero avere un ruolo importante per il proprio lavoro! 

Gli amici non sono un obiettivo del lavoro, al limite un sotto-prodotto

!

9. Accetta l’incertezza e l’imperfezione

Il

perfezionismo

cui tendono molte donne può essere davvero un ostacolo in un mondo del lavoro che chiede, sempre di più, il coraggio di buttarsi e di accettare che “fatto è meglio di perfetto”!

10. Prendi dei rischi

Soprattutto il rischio di sbagliare, di commettere errori! Per molte donne l’errore è una grave onta, quasi una tragedia e cercano di evitarli pensando di doversi preparare alla perfezione prima di buttarsi, con il rischio molto spesso di perdere l’occasione giusta!

11. Accetta di essere un impostore

Nessuno sa tutto, in fondo siamo tutti degli impostori: uomini e donne, capi e collaboratori perché tutti siamo costretti a vivere il divario incomprimibile tra quello che sappiamo e tutto quello che si potrebbe sapere. Ognuno ha una parte di competenze da poter valorizzare senza avere la presunzione di doverle possedere tutte.

12. Non fare troppe cose insieme

Meglio non cadere nella tentazione tutta femminile del multitasking che non aiuta nella concentrazione, come dimostrano molti studi di neuroscienze, e prosciuga inutilmente energie!

13. Non comunicare e propagare la tua ansia

Molte donne, quando sono in ansia, tendono subito a comunicarlo agli altri e questo, oltre ad indebolirle agli occhi degli altri, rischia anche di essere fonte di inutili e pericolosi contagi!

14. Segui il team leader

Molte donne sono talmente preoccupate che tutto vada bene che tendono a fare di più di quello che gli viene chiesto, o a porre dei dubbi, delle preoccupazioni, invece di attenersi alle disposizioni del “capo”. A volte, invece, anche per rispettare la squadra, sarebbe molto meglio fare quello che viene richiesto e poi gestire l’apprendimento che viene dai risultati prodotti. Questo consiglio ricorda anche alle donne che non siamo più brave se facciamo tutto da sole ed a volte è meglio saper chiedere aiuto agli altri.

15. Non prenderti responsabilità senza avere la giusta autorità

Molte donne tendono a prendersi incarichi senza avere un ruolo di potere legittimato e riconosciuto, e questo aumenta le probabilità di insuccesso o richiede un dispendio enorme di energie, per compensare, solo con l’autorevolezza, quello che a volte richiede anche un chiaro esercizio di potere gerarchico.

16. Siedi nei posti migliori

In molti casi le donne tendono a sedersi, nella realtà o metaforicamente, nei posti più defilati, soprattutto nel caso in cui ci sono poche sedie a disposizione! Perché non pensiamo che ci meritiamo i posti migliori? Forse basta iniziare a sedersi per scoprire che possiamo farlo e che nessuno ci chiederà di alzarci.

17. Non essere seriosa

La Evans pensando a questo consiglio dice in realtà qualcosa di più semplice e di più forte: Ridi ed impara a non prenderti troppo sul serio! “

Nessuno può giocare bene un gioco se non si diverte

”.

Noi donne 

abbiamo tantissime attitudini, doti e competenze che sono molto positive rispetto al lavoro ed è importante non perderle

, ma penso che sarebbe anche utile prendere spunto da uno o più di questi consigli per evitare che alcuni dei nostri talenti si trasformino, in un terreno di gioco maschile, in faticosi punti deboli che minano la possibilità di ottenere i meritati riconoscimenti e soddisfazioni!

 
“Una donna è come un buon te’. Non puoi mai sapere quanto sia buono e forte fino a quando non lo immergi in acqua bollente” (Eleanor Roosevelt)

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